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Bonus in busta paga per i dipendenti pubblici nel 2023, ecco di quanto aumenta lo stipendio

Per contrastare il carovita è in arrivo il bonus per i dipendenti pubblici. Quali sono i punti principali di questa novità per il 2023? Ecco tutto quello che devi sapere su questa proposta inserita nella Legge di Bilancio per dare un contributo valido su tutte le mensilità da incassare.

Il bonus in busta paga per i dipendenti pubblici è un’azione utile per contrastare l’effetto del carovita che in questo periodo impone uno sforzo in più per fare la spesa, pagare le bollette e sostenere l’inflazione che si manifesta con un aumento generalizzato dei prezzi.

Bonus busta paga dipendenti pubblici

Non parliamo di semplici rialzi per determinati aspetti della vita quotidiana. Il Sole 24 Ore, citando l’Osservatorio Ismea-Nielsen, riporta alcuni dati: in questo periodo storico, gli italiani hanno speso il 4% in più tagliando quantità e scegliendo alimenti meno costosi.

Risultato? Spesso si fa la spesa al discount. Le persone più colpite da questa condizione sono quelle che percepiscono un reddito basso dovendo sostenere una famiglia con bambini piccoli. In questo scenario si inserisce il bonus in busta paga per dipendenti pubblici.

Cos’è il bonus per dipendenti pubblici?

Si tratta di una misura inclusa nella Legge di Bilancio del 2023 per garantire un aumento di stipendio a chi presta servizio nella Pubblica Amministrazione diviso in 13 salari.

La copertura dell’iniziativa è di 1 miliardo di euro a partire dal 1 gennaio. Ciò significa che dal primo mese del 2023 il dipendente pubblico percepirà un aumento automatico.

Questo emolumento accessorio una tantum per contrastare l’inflazione interessa 3,2 milioni di persone che fanno parte dei dipendenti dello Stato e degli enti territoriali.

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A quanto ammonta l’aumento?

Ecco una delle domande fondamentali per chi è in procinto di ottenere questa elevazione dello stipendio: quale sarà la cifra che aiuterà le famiglie a combattere il carovita? Il bonus sarà pari all’1,5 per cento dello stipendio dei dipendenti pubblici.

Ciò significa che l’aumento dello stipendio è proporzionale all’importo incassato mensilmente. Questo bonus inflazione sarà valido per le 13 mensilità del 2023.

Facciamo un esempio di quanto avrà in busta paga un dipendente: con uno stipendio netto di 1.200 euro al mese abbiamo un bonus di 12 euro netti. Ovvero 156 euro all’anno.

A chi spetta l’aumento di stipendio?

Questo surplus di stipendio viene inserito nella busta paga dei dipendenti dello Stato. Nello specifico spetta a chi lavora presso le amministrazioni statali, comprese regioni e comuni, gli enti sanitari ed economici, personale statale in regime di diritto pubblico.

Quindi nella categoria dei beneficiari rientrano in questa lista carabinieri, appartenenti alle forze di Polizia e vigili del fuoco, avvocati, professori universitari, personale diplomatico.

Criticità del bonus in busta paga

Ci sono diversi aspetti da considerare quando si considerano le critiche al bonus e le difficoltà da affrontare per reperire le coperture. In primo luogo bisogna evidenziare che i sindacati hanno valutato negativamente questa misura, ricordando che:

 “L’assenza dello stanziamento di risorse per i rinnovi contrattuali del triennio 2022 – 2024 e la previsione di una ancora non quantificata indennità di vacanza contrattuale. Riconoscere adeguamenti salariali ai dipendenti della sanità, dell’istruzione e degli enti locali, e dello stato è un tema che il Governo decide di non assumere”.

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Ci sono anche differenze tra dipendenti legati direttamente allo Stato e quelli a cui spetta questo beneficio ma fanno capo ad amministrazioni collegate. La legge di bilancio provvede a definire i fondi per la Pubblica Amministrazione centrale, per le altre amministrazioni il bonus dovrà essere coperto dai bilanci autonomi.

Quindi, il rischio è quello di far mancare le coperture per altre risorse come ad esempio le nuove assunzioni. Queste misure si aggiungono, come comunicato dalla Fisascat-Cisl, a quelle attualmente previste per il settore terziario che dovrebbe beneficiare di 350 euro una tantum come anticipo sulla vacanza contrattuale per i contratti scaduti.

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Categorie: Notizie per dipendenti pubblici

Redazione

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