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Quanti giorni di malattia possono avere i dipendenti pubblici?

Chi lavora nella pubblica amministrazione ha diritto a uno o più giorni di malattia in base alle circostanze e al tipo di inconveniente. Ci sono delle regole da rispettare definite dal contratto di lavoro, non si può essere licenziati perché assenti a causa dello stato di salute.

Il periodo di malattia per dipendenti pubblici è definito dal contratto collettivo per il pubblico impiego. Il documento sancisce che un lavoratore non può essere licenziato a causa delle sue condizioni di salute. E deve continuare a percepire lo stipendio anche in caso di assenza giustificata per motivi da accertare e certificare con procedure opportune.

periodo di malattia per dipendenti pubblici

Nel momento in cui ciò avviene, dopo aver fatto i dovuti controlli, si conteggiano i giorni di assenza dal pubblico impiego. In realtà è così anche nel privato, tutti i lavoratori con un contratto riconosciuto sono tutelati in caso di malanno. Devono percepire compenso e non possono perdere il posto. Ma qual è il periodo di malattia per i dipendenti pubblici?

In realtà non è detto che si possa, effettivamente, procedere verso un intervallo di infermità indefinito senza subire conseguenze e percependo sempre lo stesso stipendio. Esistono confini e paletti che non si devono superare, ecco cosa devi sapere.

Quanto può durare il periodo di malattia?

La domanda che molti dipendenti pubblici fanno: quanti giorni mi posso assentare per infermità e percepire lo stipendio senza rischiare di perdere il posto di lavoro?

Il periodo di comporto – nome tecnico per definire l’arco di tempo in malattia tutelato – nel settore pubblico può durare massimo 18 mesi retribuiti. Quindi un anno e mezzo.

In questo arco temporale continui a percepire lo stipendio. Puoi allungare di 18 mesi il periodo di malattia per dipendenti pubblici. Solo che in questo caso si risulta come in aspettativa non retribuita. In sintesi, hai diritto a un anno e mezzo di pausa con stipendio pagato e un altro intervallo simile non retribuito. Ma nessuno può essere licenziato.

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Come si calcola il periodo di comporto?

Quando si conteggiano i giorni che spettano per la malattia bisogna valutare anche le assenze frammentate registrate negli ultimi 3 anni sempre per motivi di salute.

Facciamo un esempio per chiarire.

Se il 1 gennaio 2023 mi assento per un disturbo, il conteggio contempla tutti i giorni mancati dal 1 gennaio 2020. Se non ho fatto alcuna assenza per motivi di salute, il mio periodo di malattia per dipendenti pubblici sarà di 18 mesi retribuiti più altri 18 in aspettativa; se invece ho registrato un totale di 30 giorni, questo mese verrà decurtato.

C’è da ricordare che dal conteggio dei giorni di malattia si devono escludere diversi casi. Come, ad esempio, quelli legati alla gravidanza, i giorni dedicati alle terapie salvavita e al superamento delle relative controindicazioni. In più si tolgono i giorni di assenza per infortunio sul lavoro segnalato dall’INAIL e quelli di visita per malattie gravi.

Come cambia lo stipendio in malattia?

Vero, per i primi 18 mesi c’è il salario garantito se ho dei problemi di salute continuativi. Ma non nella sua forma totale, ci sono delle percentuali che scalano con il tempo.

Per i primi 9 mesi di assenza per infermità si percepisce il 100%. Per i 3 mesi a seguire si passa al 90% della retribuzione e al 50% per i successivi 6. Non c’è risentimento in termini economici se l’assenza è legata a ricovero ospedaliero, day hospital e surgery anche inferiori alle 24 ore, pre-ospedalizzazione, assistenza domiciliare integrata.

Quando c’è licenziamento per malattia

Una volta terminato il periodo di comporto in cui il lavoratore può mantenere il posto di lavoro senza temere ripercussioni, come suggerisce l’art. 2110 c.c., c’è la possibilità di essere licenziati. Ovvero di perdere il posto di lavoro nella pubblica amministrazione.

Questo può essere evitato con un reintegro e ricollocamento verso mansioni adeguate. Se il licenziamento non viene comunicato nel modo adeguato, indicando come è avvenuto il conteggio, la decisione può essere impugnata. Automaticamente, se si è stati licenziati senza aver superato il periodo dei 36 mesi c’è l’annullamento della decisione.

Posso aggiungere le ferie al comporto?

Non esistono metodi per allungare il lasso di tempo in cui il lavoratore può assentarsi a causa di malattia. Ma è pur vero che si tratta di un terreno delicato e i giudici della Corte di Cassazione hanno dato ragione a chi ha interrotto il periodo di pausa con le ferie.

Il lavoratore assente per malattia ha facoltà di domandare la fruizione delle ferie maturate e non godute, allo scopo di sospendere il decorso del periodo di comporto, non sussistendo una incompatibilità assoluta tra malattia e ferie.

Sentenza n. 19062.

Ovviamente le ferie in questione devono essere non godute e richieste prima che scatti la fine dei 3 anni previsti per il periodo di malattia dei dipendenti pubblici e statali.

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Categorie: Notizie per dipendenti pubblici

Redazione

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