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Estinzione anticipata della cessione del quinto: vediamo cosa c’è da sapere.

rinnovo della cessione del quinto

A molti di noi sarà capitato di pensare ad un eventuale estinzione anticipata di un debito. Tutto questo è chiaramente possibile e oggi vedremo insieme come poter procedere, specialmente per quanto riguarda una cessione del quinto.

In quali casi è possibile estinguere la cessione del quinto?

Primo caso: estingue l’utente con la propria liquidità.

Iniziamo col dire che una cessione del quinto può essere estinta in qualsiasi momento se ad effettuare l’estinzione sia l’utente stesso. Basterà richiedere il conteggio all’istituto erogante nel quale troveremo riportate tutte le istruzioni per poter procedere in maniera autonoma.

Il conteggio estintivo che ci verrà inviato sarà decurtato di tutti gli interessi futuri ed eventuali spese istruttorie in eccesso. In sintesi il cliente dovrà effettuare il saldo del capitale residuo (dobbiamo a questo punto tener conto del Tan applicato – indicatore degli interessi che ci verranno stornati) comprensivo di una penale che sarà pari all’ 1% se la durata residua del prestito è superiore ad un anno, mentre sarà dello 0,5% se questa figurerà inferiore.

In questo caso abbiamo analizzato un’estinzione che effettuerà autonomamente l’utente. Dobbiamo tener presente che il cliente, prima di poter richiedere una nuova cessione del quinto dovrà, come disposto dal DPR n° 180 del 1950, attendere un anno dal momento in cui l’amministrazione sospenderà la trattenuta sul cedolino paga.

Secondo caso: estinzione effettuata con un rinnovo della precedente cessione.

Esiste anche un’altra casistica, ovvero l’estinzione anticipata del finanziamento dovuto ad una rinegoziazione dello stesso. In questo caso procederà l’istituto erogante ad estinguere la precedente cessione per conto del cliente. Questo procedimento, ovvero l’estinzione di una cessione dovuta ad una nuova operazione, è regolamentata anch’essa dal DPR n° 180/50. Ovviamente ci sono determinate regole a cui sottostare, come ad esempio le tempistiche di rinnovo.

Per rinegoziare infatti operazioni al di sopra di 60 mesi di durata iniziale dovrà essere trascorso almeno un periodo pari al 40% delle rate, ovvero i 2/5 dell’ammortamento. Per operazioni intra-quinquiennali invece (operazioni da 24 a 60 mesi) questo termine non dovrà essere rispettato purché la nuova operazione di cessione del quinto sia obbligatoriamente istruita a 120 mesi.

Cosa succede una volta estinta la cessione del quinto?

Una volta estinto il finanziamento non scordiamo un dettaglio poco rilevante: la lettera liberatoria.

Questo documento attesterà che l’istituto erogante non avrà più nulla a che pretendere dal cliente. Solitamente questa lettera viene inviata automaticamente a tutte le parti coinvolte nel finanziamento, ovvero al cliente e all’amministrazione in cui presta servizio il cliente stesso.

Per esperienza, possiamo dirti che questo flusso di scambio documentale dovrà essere seguito attentamente per far si che l’amministrazione dove presta servizio il cliente ricevi tempestivamente la liberatoria utile alla sospensione della rata, altrimenti il cliente continuerà a sostenere il pagamento del vecchio prestito e le rate versate in eccedenza dopo dovranno essere richieste a rimborso alla banca/finanziaria estinta con tempi che si vanno ad allungare notevolmente.

Per questo, noi di PrestitoNoiPa assistiamo tutti i nostri clienti con molta cura in questi procedimento semplice ma burocraticamente insidioso.

A questo punto, se pensi di rinnovare la cessione del quinto in essere oppure ti occorre supporto per recuperare le quote di una cessione appena estinta noi potremmo fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno, gratuitamente!.

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Cessione del quinto