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Decreto ministeriale sull’accordo quadro per l’anticipo di TFS o TFR: tempi e rimborsi

I tempi per ottenere il TFS o il TFR, nel caso degli statali in pensione, sono sempre importanti e i ritardi hanno causato diverse difficoltà. Oggi si apre una nuova possibilità grazie al decreto firmato dall’ormai ex Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta.

L’ex Ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta, ad agosto, ha firmato il decreto per l’anticipo del TFS-TFR. Questo documento era già sottoscritto e formalizzato con DM 19 agosto 2020 e questa operazione proroga la scadenza di due anni. Ovvero?

Decreto ministeriale sull’accordo quadro per l’anticipo di TFS o TFR: tempi e rimborsi

La scadenza si sposta al 30 giugno 2024. L’accordo quadro con l’Associazione delle banche italiane (ABI) gestisce l’erogazione del TFS e TFR ai dipendenti pubblici con l’INPS. Inoltre regola l’anticipo con tasso agevolato allo 0,4%. Quindi questa firma dà certezze a chi desidera avere il meritato trattamento di fine servizio o rapporto in tempi adeguati.

Perché è importante il decreto?

Il punto di partenza è questo: chi ha diritto al TFR/TFS deve essere pronto ad aspettare diversi anni. A lanciare l’allarme è l’articolo de Il Sole 24 Ore che esordisce così:

“Dai 105 giorni a quasi cinque anni a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro ma in caso di importo superiore a 100mila euro l’attesa per ottenerlo interamente sfiora i sette anni“.

Sole 24 Ore

Il sindacato autonomo dei lavoratori della scuola – ovvero lo SNALS – è ancora più preciso nel dare indicazioni sui tempi per ottenere il TFS nel settore pubblico:

  • 12 mesi per chi va in pensione a 67 anni.
  • 24 mesi per pensione anticipata.
    • 41 anni e 10 mesi di contributi per la donna.
    • 42 anni e 10 mesi per l’uomo.

Poi i tempi diventano biblici se si esce dall’impiego pubblico con quota 100 o altre forme di anticipo dell’età pensionabile. Questa condizione ha portato, ovviamente, alla nascita di diverse soluzioni per ottenere la somma, o almeno una parte, in tempi ragionevoli.

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Tempi di pagamento del TFR

Questo percorso di anticipo del trattamento di fine rapporto o servizio riguarda soprattutto i dipendenti della PA. Infatti, si osserva una certa disparità di trattamento per quanto concerne i tempi necessari per avere la somma dovuta tra pubblico e privato.

Decreto per anticipo TFS e TFR

La liquidazione in tempi brevi, 105 giorni, è garantita solo in caso di decesso del soggetto o uscita dal mondo del lavoro per inabilità. Per chi è in regola con i 67 anni, invece?

L’INPS tende a superare un anno di attesa. In caso di dimissioni e licenziamento, invece, si punta a non prima dei 24 mesi per poi raggiungere tempi maggiori nei casi in cui si valuta la pensione anticipata. Bisogna considerare la somma e le modalità di pagamento:

  • Unica soluzione se il totale lordo è pari o inferiore a 50.000 Euro.
  • Due rate annuali se è al di sotto dei 100.000 Euro.
  • Tre rate se si va oltre i 100.000 Euro.

Il dipendente pubblico che deve aspettare di più? Chi va in pensione a 62 anni di età e 38 di contributi. In questi casi si superano i 5 anni di attesa per ottenere trattamento di fine rapporto o servizio. Ecco perché il decreto per anticipo TFS e TFR è centrale.

Cosa accade se ci sono problemi con il rimborso delle rate? La circolare n° 119 del 25/10/2022 suggerisce che è l’INPS a occuparsi, con il Fondo di garanzia per l’accesso all’anticipo finanziario dei trattamenti di fine servizio e rapporto, di eventuali problemi.

Limiti dell’anticipo TFS e TFR

Il Decreto per anticipo TFS e TFR offre la possibilità di ottenere, ancora per 24 mesi, tassi agevolati per chi vuole godere velocemente del tesoretto accumulato. Sia in termini di trattamento di fine servizio che di rapporto. Ma ci sono dei limiti in queste circostanze.

Ad esempio, non puoi ottenere tutta la cifra ma massimo 45.000 euro. Inoltre questa possibilità è rivolta a chi, ai sensi della legge, ha maturato pensione di vecchiaia o anticipata. Non può chiedere i benefici del Decreto per anticipo TFS e TFR chi utilizza:

  • Opzione Donna.
  • Ape Sociale.

Inoltre bisogna ricordare che questo accordo si basa sul benestare di una serie di banche: 8 per la precisione, e tra queste c’è solo un grande gruppo, Unicredit. Ben 12 nomi, tra il 2020 e il 2021, hanno rigettato la possibilità di anticipare il TFR/TFS.

Perché è importante? Semplice, il tasso d’interesse agevolato riguarda solo gli istituti di credito convenzionati. Negli altri casi la percentuale può salire vertiginosamente fino a raggiungere il 4%. Ma come avere il pagamento anticipato della buonuscita?

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Come fare richiesta per l’anticipo

Per inviare domanda di anticipo TFS/TFR è necessario chiedere la certificazione del diritto all’anticipazione all’ente che si occupa del trattamento di fine servizio o rapporto. Spesso è l’INPS ma non sempre, in alcuni casi è l’amministrazione stessa.

Poi si procede presentando domanda presso una delle banche che presiedono l’accordo. Bisogna consegnare la già citata certificazione del diritto all’anticipo TFS, contratto per l’anticipo compilato e una dichiarazione sullo stato di famiglia.

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Redazione

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