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Cosa sapere sull’anticipo del trattamento di fine servizio per militari e poliziotti

Uno dei temi chiave per il 2023: anticipo TFS e relativi tassi di interesse. Come possiamo velocizzare l’incasso della liquidazione senza dover pagare una fortuna a banche e società finanziarie? Ecco una serie di notizie interessanti su questo argomento.

Dal 1 febbraio 2023 puoi chiedere l’anticipo TFS per militari e poliziotti con un trattamento agevolato. Questo aspetto della buonuscita, per i dipendenti pubblici, è sempre stato un problema perché i tempi per ottenere la liquidazione tendono ad allungarsi troppo.

Prima di questa data era necessario chiedere prestiti bancari con interessi più o meno alti per rientrare in limiti accettabili e iniziare a godersi subito il trattamento di fine servizio. Ma dal 1 febbraio 2023 tutto cambia: si può ottenere un anticipo senza grandi investimenti.

Anticipo TFS per militari e poliziotti

La delibera INPS 219 ha delineato la possibilità di anticipare il trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici in pensione. Questo passaggio riguarda anche militari, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e tutti gli appartenenti delle Forze dell’Ordine.

Il problema del TFS in Italia

L’anticipo TFS per militari e poliziotti è da sempre il nodo da risolvere dato che, come avviene per tutti gli altri dipendenti pubblici, ci sono lunghi tempi di attesa per chi vuole la liquidazione rapidamente. Questa somma, maturata nel corso degli anni di servizio, può impiegare anche 24 mesi per arrivare sul tuo conto corrente. Sempre che non si superino i 50.000 euro, altrimenti i tempi tendono ad allungarsi. Ma l’alternativa arriva dall’INPS.

In più si aggiunge il problema dell’inflazione. Più si mantiene il denaro in sospeso, nelle casse dello Stato, maggiore è la percentuale che viene decurtata a causa dell’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi di uso comune.

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La soluzione dell’INPS

L’anticipo TFS per militari e poliziotti viene messo a disposizione dall’INPS che permette – sempre dal 1 febbraio 2023 – di ottenere la buonuscita in tempi ridotti. Almeno rispetto a quelle che sono le lunghe attese che rischiano di arrivare fino a 5 anni.

L’istituto di previdenza sociale permette di ottenere il trattamento di fine servizio in anticipo con un interesse dell’1% annuo più spese d’istruttoria. Si tratta di un parametro vantaggioso dato che di solito con gli istituti bancari e le finanziarie si arriva al 4%.

I tempi dell’anticipo

Grazie a questa soluzione messa in campo dall’INPS per gestire l’anticipo TFS per militari e poliziotti puoi ridurre a pochi mesi i tempi di attesa. Nello specifico parliamo di 75 giorni dal rilascio di certificazione di TFS da parte dell’INPS. Sono tempi tecnici dell’istruttoria che può partire nel momento in cui il dipendente statale va in pensione.

Gli esclusi dall’anticipo

Ci sono delle figure che non hanno diritto di chiedere l’anticipo TFS per militari, carabinieri e poliziotti? Certo, chi ha debiti non saldati verso lo Stato o cartelle esattoriali pendenti.

Queste condizioni tagliano fuori dai benefici legati all’anticipo del trattamento di fine servizio. Inoltre, ricordiamo che questo processo è legato ai fondi assegnati fino al loro esaurimento. Quindi bisogna anticiparsi per avere maggiori opportunità.

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Come chiedere l’anticipo?

Per ottenere questo trattamento basta presentare la domanda di quantificazione dell’anticipo finanziario di TFS o TFR, in base al tipo di liquidazione che spetta al dipendente pubblico. In alternativa, puoi procedere con il supporto dei patronati.

In tutti i casi procedi con la certificazione dell’importo cedibile ai fini dell’anticipo finanziario all’INPS. Puoi scaricare tutta la modulistica e trovare ciò che serve per compilare le domande sul sito www.lavoropubblico.gov.it/anticipo-tfs-tfr. Ci sono dei limiti? Sì, il massimo che si può anticipare è una liquidazione di 45.000 euro. Non di più.

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Redazione

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